“Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood e la sua lezione

 

 

 

 

 

 

 

Immaginiamo un futuro in cui la risorsa fondamentale non sono né l’acqua né il petrolio ma il corpo fecondo delle donne, immaginiamo un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, che sta per collassare a causa dell’inquinamento e dove ci sia stato un drammatico crollo della fertilità, dove la popolazione ha raggiunto una crescita zero.
Proviamo ad immaginare un futuro in cui un gruppo di uomini servendosi della lettura di un testo sacro trova il pretesto per una rivoluzione spaventosa. Succede così che da un giorno all’altro, con un colpo di Stato viene cancellato il mondo che esisteva prima privando le donne di ogni bene, di ogni diritto e di tutte le libertà.
Tutto questo succede nel Nord America, e il testo sacro di riferimento è la Bibbia. La città si chiama Galaad e lì, è illegale quasi tutto quello che oggi diamo per scontato,  dal leggere un libro ad amare qualsiasi cosa. La popolazione non gradita viene confinata o direttamente uccisa. Le persone di colore sono state trasferite in massa, mentre gli ebrei che rifiutano di convertirsi sono abbandonati in mare. Nella spaventosa Repubblica di Galaad a comandare sono insomma gli uomini bianchi e cristiani, le donne non sono più esseri umani ma oggetti. I cittadini di Galaad sono ordinati in rigide caste sociali: ci sono i Comandanti, che detengono tutto il potere, gli Occhi, che spiano tutto e tutti; gli Angeli, cioè i militari; i Custodi, che svolgono varie mansioni di servizio.
Poi ci sono le Mogli (dei Comandanti e degli Angeli, perché gli altri non possono averne) vestite di blu che vengono servite, le Marte vestite di verde, che devono servirle, e le Zie vestite di marrone, che sono addestratrici e guardiane del rigore morale delle donne.
Ma soprattutto ci sono le Ancelle, cioè le donne fertili, il cui unico compito è servire il loro “destino biologico” ed essere fecondate. Strappate alle loro vite e famiglie, queste schiave vestite di rosso vivono da prigioniere nelle case dei Comandanti che non riescono ad avere figli e sono costrette una volta al mese ad un macabro rituale di accoppiamento. Uno stupro silenzioso nei giorni fertili, preceduto dalla lettura del passo sacro.
La storia nel libro della Atwood viene raccontata da una donna che non ha un nome, poiché ha perso il diritto ad averne uno quando è stata costretta a diventare Ancella ed ha preso il patronimico del Comandante a cui, di fatto, appartiene. Ha perso insieme al nome anche il lavoro e la casa, il marito e la figlia. Ha solo la storia che racconta, e l’ostinazione di non volersi arrendere.
E ci sarebbero tante altre cose da dire, sulla spaventosa distopia immaginata nel romanzo di Margaret Atwood che è anche diventato una serie televisiva.

Ad ogni modo, ce lo spiega l’autrice stessa non vi è nulla, ma proprio nulla in questo racconto, che gli esseri umani non abbiano già fatto in qualche luogo e in qualche tempo. Proprio a voler rafforzare il valore di monito dell’opera.

Il racconto dell’ancella è sicuramente una lettura e una visione che serve a ricordare l’importanza di non acconsentire ad alcun abbassamento della tutela dei diritti di tutte le donne. Questo libro potrebbe essere una lettura obbligatoria, per far capire, specialmente in un periodo storico come il nostro in cui la libertà è spesso messa alla prova da governi con tentazioni autoritarie, fino a che punto l’uomo può spingersi, fingendo di ignorare ciò che la Storia da sempre ci insegna.

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