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Benvenute, benvenuti  nel blog  di “MARIPOSA” e LINEA d ‘ASCOLTO

IL NOSTRO BLOG È NATO PER DAR VOCE A COLORO CHE SPESSO NON HANNO VOCE 

CHI SIAMO

L’ Associazione Mariposa è costituita da un gruppo di volontarie ed ha come scopo quello di sviluppare una forte solidarietà tra le donne,  contro la violenza di ogni tipo.

Riconoscere e conoscere quello che spesso succede tra le mura domestiche in termini di danno per le donne e i minori, sapere che per violenza e maltrattamento si intende tutto ciò che implica sopraffazione psichica, economica, sessuale, oltre che fisica, vuole dire offrire alle donne la possibilità di rompere il segreto senza essere accusate di complicità, di avere la certezza che non solo chi picchia o uccide, ma anche chi insulta, svilisce o minaccia compie un reato.

L’Associazione Mariposa è aperta  a tutte coloro che vogliono costruire la cultura del rispetto e del diritto. Si pone l’obbiettivo di favorire la riflessione sui modelli culturali per promuovere pari opportunità nelle relazioni tra uomo e donna; si prefigge di aumentare la consapevolezza dell’opinione pubblica rispetto alla violenza di genere, alle sue cause ed ai risvolti psico-sociali.

Essa svolge attività di sensibilizzazione rivolta alla popolazione locale con particolare attenzione rivolta agli studenti delle scuole del territorio.

L’ Associazione gestisce, attraverso le volontarie, una Linea d’Ascolto per donne vittime di maltrattamento (sportello del Centro Antiviolenza V.I.OL.A.).  Ha come scopo quello di  offrire aiuto alle donne che subiscono molestie, maltrattamenti e violenze in famiglia, nel rispetto della loro cultura, etnia, religione, restituendo loro autonomia, maggior senso di dignità ed autostima. Alle attività dell’Associazione possono partecipare tutte le donne che condividono la nostra “mission”.

Per diventare volontaria della Linea d’Ascolto, si rende necessaria la partecipazione ad un corso di formazione specifico che viene riproposto con cadenza biennale. E’ tuttavia possibile nel corso del biennio, per chi desidera inserirsi nel gruppo, affiancare le volontarie  già formate, dopo un incontro conoscitivo.

Si rende tuttavia necessaria una formazione continua (per le volontarie formate) che avviene sotto forma di “supervisioni” ed incontri periodici d’approfondimento su argomenti specifici.

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Si informano gli utenti che alcune immagini presenti su questo blog sono state trovate su internet e liberamente riprodotte. Chiunque voglia rivalerne la paternità, può inviare una email a [email protected] Le immagini verranno immediatamente tolte dal blog (Legge nr. 62 DEL 07.03.2001).

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6 commenti su “Home

  1. Johnd667 il said:

    I like this weblog so considerably, saved to my bookmarks. bebaeedeedge

  2. carla il said:

    La violenza psicologica quando è in famiglia, è forse scontata: sono proprio le persone a noi più vicine che possono ferirci, si sa.
    Io vorrei sollevare un velo sulla violenza esercitata negli ambienti di lavoro: è forse legittimata?
    Vogliamo affrontarla?
    Io sono testimone/vittima di una macchiavellica macchinazione ordita proprio da una donna che portava la bandiera della tutela della famiglia (la sua), del diritto alla maternità (la sua), del rispetto della dignità (la sua).
    L’ultima volta che l’ho incontrata -io disoccupata- è stato in un bar. Lei era con suo marito e mi hanno voluto offrire un caffè (gli ho dato l’occasione di fare qs bel gesto!): ebbene mi hanno lasciata da sola al bar a berlo….
    Carla

  3. carla atella il said:

    La vera difesa della identità femminile richiede che in primis le ” donne” dismettano la
    divisa dell’ardita guerriera a caccia di rispetto.
    Che inizino a difendere il proprio corpo disarmato con le arti che le sono proprie: saper ascoltare, comprendere, saper guardare lontano, saper buttare il cuore oltre l’ostacolo.
    Quando arrivano insulti o minacce, e’ troppo tardi.
    C.A.

  4. Buonasera..
    ho sentito al tg7 che una sedicenne di Melito Reggio Calabria e’ stata violentata da anni da più….. alla fiaccolata hanno partecipato solo in 400 su migliaia di abitanti.
    Mi chiedo perché le associaz non organizzano manifestaz/ fiaccolate in tutta italia donne e tutti chi vuole esserci non andiamo in piazza a dare voce e volti ogni volta a questi fatti? ? E'”ora di finirla con i silenzi!! Ma potete immaginare come si possa sentire questa giovane donna dopo quello che ha passato e il silenzio attorno? ? Farci sentire potrebbe darle forza e
    scioglierebbe il gelo Dell omerta’!
    Questo propongo a mari posa e alle associaz tutte di unirci e uscire fuori ogni volta sempre. Scusate il messaggio accalorato ma non se ne può più siamo pronti a dire Je suis charlye ecc. E tutte le altre atrocità vicine e lontane??

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