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Progetto “FACCIAMO LA DIFFERENZA” 2020 a Trezzano Rosa (MI)

Volge al termine il progetto “Facciamo la differenza” presentato nel periodo Febbraio-Maggio 2020 alle classi terze della scuola secondaria di primo grado I.C.S. Gandhi di Trezzano Rosa (Milano).

L’Associazione Mariposa ringrazia i Docenti e la Dirigenza Scolastica per l’attenzione e la sensibilità dimostrata accogliendo nell’attività didattica gli argomenti del nostro progetto. Ringrazia inoltre le ragazze ed i ragazzi coinvolti, per la loro attiva partecipazione.

Qui di seguito viene illustrata la relazione finale redatta dalle operatrici incaricate nella produzione e realizzazione del progetto.

Mariposa rivolge anche a loro un particolare ringraziamento per l’importante lavoro svolto.

PRESENTAZIONE, OBIETTIVI E METODO

Il progetto “Facciamo la differenza” è stato proposto alle classi terze della scuola secondaria di primo grado per promuovere nei ragazzi una riflessione sui pregiudizi e sugli stereotipi, sull’importanza dell’empatia e dell’ascolto nelle relazioni, al fine di sostenere il rispetto reciproco e prevenire agiti violenti, in particolar modo in riferimento alla violenza di genere.

Nel dettaglio, gli obiettivi perseguiti sono stati:

  • Stimolare la capacità di ascolto di sé e dell’altro, rispetto alle emozioni, favorendo riflessioni che evidenzino la possibilità di identificarsi con lo stato d’animoaltrui
  • Individuare gli stereotipi di genere nella società, promuovendo un’analisi sulla loro valenza culturale e sull’impatto emotivo chescaturiscono
  • Accrescere la consapevolezza sul tema della violenza di genere e sulle possibilità di richiesta diaiuto
  • Favorire l’identificazione di vissuti e stati d’animo alla base di condotte aggressive al fine di prevenirle
  • Promuovere l’elaborazione di modelli relazionali equilibrati efunzionali.

A tale scopo sono stati utilizzati differenti strumenti e metodologie di intervento quali:

  • l’arte terapia come attività espressiva che facilita l’esperienza di scambio, confronto e condivisione intorno al tema, attraverso l’uso dei materiali artistici
  • attività in piccolo e grande gruppo con contributi teorici, dibattiti, tecniche di brainstorming, di role playing
  • utilizzo di supporti video.

Dei 3 incontri preventivati per il progetto, ne sono stati realizzati solo 2 per via dell’emergenza sanitaria che ci ha colpiti. Infatti non è stato possibile effettuare l’ultimo incontro (specifico sulle relazioni e sulla violenza di genere); per tale motivo, è stato realizzato dalle esperte un video riassuntivo di tutti e tre gli incontri, al fine di avviare una riflessione con gli studenti, seppur in modalità remota, e dare una conclusione a quanto iniziato.

PRIMO INCONTRO

Il primo incontro è stato dedicato all’esplorazione degli stereotipi e pregiudizi di genere, per conoscerli meglio al fine di destrutturarli ed avviare nuove riflessioni, che evidenzino la loro costruzione sociale.

In due classi è stato proposto di rappresentare, con l’utilizzo dei materiali artistici (pennarelli, pastelli, acquerelli) attraverso colori, forme, ritagli di giornale e parole, la propria idea di Femminile e Maschile partendo dal proprio vissuto e/o dalla propria fantasia. Ogni partecipante ha creato propri tasselli con forme diverse che sono stati assemblati in un lavoro di gruppo.

In altre due classi è stato chiesto ai ragazzi, divisi in piccoli gruppi, di utilizzare in modo attivo le immagini, rappresentanti uomini e donne, prese da riviste di vario tipo che hanno portato da casa. Questa proposta è servita per individuare quale immaginario di Femminile e Maschile propongono alcuni mass-media.

A seguire, dopo il lavoro espressivo, è stato richiesto di trovare parole e/o frasi collegate al prodotto creato, ciò è servito nel momento finale dell’incontro per condividere l’esperienza e le riflessioni intorno al tema proposto.

SECONDO INCONTRO

Durante il secondo incontro, è stata proposta ai ragazzi una riflessione sull’ascolto di sé come prerogativa fondamentale per avvicinarsi al mondo dell’altro. Alla riflessione è seguita un’attività individuale nella quale è stato chiesto ai ragazzi di segnare su post it le sensazioni e le emozioni che provavano rimanendo ad occhi chiusi per un minuto; è stata poi, fatta una riflessione in gruppo.

La seconda attività inerente l’ascolto dell’altro è stata svolta chiedendo ai ragazzi di raccontarsi in coppia un breve aneddoto personale e di riportare quanto raccontato dal compagno e viceversa. In questa fase, i ragazzi si sono interrogati su quanto ciascuno si è sentito ascoltato dal compagno.

E’ stata, inoltre, affrontata la tematica dell’empatia quale capacità di immedesimarsi in un’altra persona per coglierne i pensieri e gli stati d’animo. Dopo aver sottolineato come tale capacità sia alla base di tutti i tipi di relazione (amicali, di coppia, genitori-figli), è stata proposta un’attività in gruppetti, seguita da una riflessione in gruppo allargato.

Infine si è riflettuto sul rispetto. E’ stato chiesto a ciascun ragazzo di scrivere su un foglio in quali occasioni “non si è sentito rispettato”. Infine, è stata portata avanti una riflessione in plenaria nella quale è emerso come molti ragazzi non si sentono rispettati proprio quando non vengono ascoltati o riconosciuti nei loro bisogni. (Ad esempio: “non mi sento rispettato quando gli altri non mi ascoltano”, “non mi sento rispettata quando le persone non mi guardano e pensano ai fatti loro”, “non mi sento rispettata quando gli altri guardano il cellulare mentre parlo”, “non mi sento rispettato quando i miei amici non mi lasciano finire di parlare”).

TERZO INCONTRO (video)

Il terzo incontro è stato pensato per riflettere sulle relazioni, sull’immagine interna che i ragazzi hanno e su quegli atteggiamenti e quelle emozioni che possono essere dei campanelli d’allarme di relazioni potenzialmente violente. Nella seconda parte dell’incontro era previsto di soffermarci sui diversi tipi di violenza all’interno delle relazioni (fisica, sessuale, economica, psicologica, cyberbullismo, assistita) e individuare all’interno della scuola e sul territorio le figure alle quali rivolgersi se ci si sente bloccati in relazioni violente o se si è a conoscenza di situazioni potenzialmente dannose per qualcuno.

Per questo motivo è stato realizzato un video , che racchiude la prima parte del lavoro fatto insieme e una breve proposta di approfondimento delle tematiche che saranno trattate durante il terzo incontro.

Al termine del progetto seguirà un incontro con le insegnanti, posticipato per via dell’emergenza in corso, per effettuare una restituzione del percorso e una ricondivisione di alcuni aspetti emersi in vista di una futura progettazione per le classi terze dell’anno prossimo.

Le esperte D.ssa Erika Corti – D.ssa Giulia La Porta – Maria Cristina Minelli