Convenzione di Istanbul, cosa fa la legge contro la violenza sulle donne

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Cos’è la Convenzione di Istanbul

Si tratta del primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che crea un quadro giuridico completo per proteggere le donne contro qualsiasi forma di violenza. Più precisamente, la finalità è quella di “prevenire e contrastare la violenza intrafamiliare e altre specifiche forme di violenza contro le donne, di proteggere e fornire sostegno alle vittime di questa violenza nonché di perseguire gli autori“.

L’Italia è il quinto Paese a concludere l’iter di ratifica

La convenzione è stata approvata dal Comitato dei ministri dei paesi aderenti al Consiglio d’Europa il 7 aprile 2011 e aperta alla firma dall’11 aprile 2011.

Per entrare pienamente in vigore necessita di essere ratificato da almeno 10 paesi, di cui 8 stati europei. L’Italia è il quinto paese a concludere l’iter di ratifica. Ad oggi, benché 29 paesi abbiano posto la loro firmaal documento, solo altri 4 paesi europei, oltre all’Italia, l’hanno ratificato, ovvero hanno concluso il processo di creazione di una legge nazionale che renda effettivo nel proprio paese il testo della Convenzione. Questi quattro paesi sono: AlbaniaMontenegroPortogalloTurchia.

Il parere di Amnesty International

La Convenzione è un importante strumento perché vincola giuridicamente gli stati in materia di violenza sulle donne e violenza domestica; contiene misure per la prevenzione della violenza, la protezione delle vittime e i procedimenti penali per i colpevoli; definisce e criminalizza le diverse forme di violenza contro le donne tra cui il matrimonio forzato, le mutilazioni dei genitali femminili, lo stalking, le violenze fisiche e psicologiche e la violenza sessuale”.

Gli obiettivi della Convenzione di Istanbul

 La Convenzione si pone questi obiettivi

  1. proteggere le donne da ogni forma di violenza e prevenire, perseguire ed eliminare la violenza contro le donne e la violenza domestica;

  2. contribuire ad eliminare ogni forma di discriminazione contro le donne e promuovere la concreta parità tra i sessi, ivi compreso rafforzando l’autonomia e l’autodeterminazione delle donne;

  3. predisporre un quadro globale, politiche e misure di protezione e di assistenza a favore di tutte le vittime di violenza contro le donne e di violenza domestica;

  4. promuovere la cooperazione internazionale al fine di eliminare la violenza contro le donne e la violenza domestica; e sostenere e assistere le organizzazioni e autorità incaricate dell’applicazione della legge in modo che possano collaborare efficacemente, al fine di adottare un approccio integrato per l’eliminazione della violenza contro le donne e la violenza domestica.

E’ fondamentale che in questa convenzione non si parli solo di protezione ma anche di prevenzione. La violenza di genere deve essere combattuta partendo dalle radici, scavando nella società, mettendo mano a tutti quei meccanismi patriarcali che pongono la donna in una posizione di sottomissione.

Non si può pensare di fermare la violenza contro le donne se non si parte dall‘educazione.

  • Le Parti intraprendono, se del caso, le azioni necessarie per includere nei programmi scolastici di ogni ordine e grado dei materiali didattici sui temi quali la parità tra i sessi, i  ruoli di genere non stereotipati, il reciproco rispetto, la soluzione non violenta dei conflitti nei rapporti interpersonali, la violenza contro le donne basata sul genere e il diritto all’integrità personale, appropriati al livello cognitivo degli allievi.

  • Le Parti adottano le misure necessarie per promuovere i cambiamenti nei comportamenti socio-culturali delle donne e degli uomini, al fine di eliminare pregiudizi, costumi, tradizioni e qualsiasi altra pratica basata sull’idea dell’inferiorità della donna o su modelli stereotipati dei ruoli delle donne e degli uomini.

Anche gli uomini sono coinvolti dalla Convenzione:

  • Le Parti adottano le misure necessarie per incoraggiare tutti i membri della società, e in particolar modo gli uomini e i ragazzia contribuire attivamente alla prevenzione di ogni forma di violenza che rientra nel campo di applicazione della presente Convenzione.

La prevenzione si attua anche partendo dal linguaggio:

  • Le Parti incoraggiano il settore privato, il settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e i mass media, nel rispetto della loro indipendenza e libertà di espressione, a partecipare all’elaborazione e all’attuazione di politiche e alla definizione di linee guida e di norme di autoregolazione per prevenire la violenza contro le donne e rafforzare il rispetto della loro dignità.

Questi sono alcuni punti della convenzione, che vale la pena di leggere.

Di sicuro è un buon punto di partenza, che permetterà di compiere dei passi concreti per fermare la violenza contro le donne.

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